Quasi in cima, guardando giù. Questa strada non porta da nessuna parte. Si sono dimenticati di finirla. L’asfalto si esaurisce in un ampio pianoro glaciale, poco oltre il confine con la Valle D’Aosta. Ma tutto questo lo vedremo solo tra alcune ore. La valle Orco è lunga, lunghissima e verde, quasi cupa nel sole basso del mattino. I paesi sono in pietra grigia, e ad ogni ponte, ringhiera, cancello, ci sono nastri e cartelli rosa per il passaggio del Giro di un paio di mesi fa. Ora sembra tutto lontano, passato, e non c’è anima viva. La strada è tortuosa e rattoppata alla meglio con badilate di asfalto nero che già sfonda e si prepara a sgretolarsi. Paesaggio, strada, paesi e scritte sull’asfalto sembrano promettere qualcosa di meglio, per chi avrà la pazienza di superare questo fondovalle dalle pendenze ancora dolci. A Noasca finalmente una serie di ripidi tornanti tagliagambe annuncia l’arrivo della salita. Ancora qualche rettilineo ed ecco una galleria, ampia, dall’aria rip...
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