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Visualizzazione dei post con l'etichetta estate

Estate 2022

Dunque è questo, il mondo che cambia?   L’inverno che non è mai arrivato, le piante assetate sotto il sole, l’attesa della pioggia come un miraggio lontano? E poi entrare al supermarket e accorgersi che le scelte giuste forse non sono più possibili, o non lo sono mai state. Ora esistono solo scelte fatali. Siamo in tanti, e ognuno vuol fare le stesse cose: una grigliata alla domenica e un tuffo nel lago o nel fiume o nel mare.   Una sciata su neve artificiale prodotta durante la notte con l’acqua del laghetto, che presto finirà. Al rifugio insalata e acqua in bottiglia. E stasera supermarket e pescheria: stasera si mangia e si beve. Ovunque la ressa si accalca. Ovunque si vogliono portare con sé le comodità di tutti i giorni. Ogni cosa è usa e getta. L’esperienza fine a se stessa non esiste più. Miliardi di foto e video di momenti effimeri intasano i nostri telefoni e riempiono al contempo server oltreoceano, e diventano qualcosa di fisico oltre i Giga e oltre iCloud, e i serv...

Senza uscita. Colle del Nivolet

Quasi in cima, guardando giù. Questa strada non porta da nessuna parte. Si sono dimenticati di finirla. L’asfalto si esaurisce in un ampio pianoro glaciale, poco oltre il confine con la Valle D’Aosta. Ma tutto questo lo vedremo solo tra alcune ore. La valle Orco è lunga, lunghissima e verde, quasi cupa nel sole basso del mattino. I paesi sono in pietra grigia, e ad ogni ponte, ringhiera, cancello, ci sono nastri e cartelli rosa per il passaggio del Giro di un paio di mesi fa. Ora sembra tutto lontano, passato, e non c’è anima viva. La strada è tortuosa e rattoppata alla meglio con badilate di asfalto nero che già sfonda e si prepara a sgretolarsi. Paesaggio, strada, paesi e scritte sull’asfalto sembrano promettere qualcosa di meglio, per chi avrà la pazienza di superare questo fondovalle dalle pendenze ancora dolci. A Noasca finalmente una serie di ripidi tornanti tagliagambe annuncia l’arrivo della salita. Ancora qualche rettilineo ed ecco una galleria, ampia, dall’aria rip...

Vento in faccia

Il vento in bicicletta: la salita invisibile. Sembra di combattere una battaglia che gli altri ignorano, che solo io comprendo. Quelli che incontro pedalano sciolti, il loro viso non porta tracce di sofferenza. Eccole le strade calde della Toscana, e di tutto il sud Italia: un asfalto liscio, lucidato dalla calura estiva, solcato da gobbe e irregolarità che non hanno la durezza delle nostre: quelle che da noi sono crepe qui hanno un aspetto morbido e denso. L'Aurelia se ne va così, ampia, chiara, diritta: ai lati scorrono pini marittimi contorti, di anno in anno sempre uguali a se stessi. Erba alta e seccata dal sole, spighe mosse dal vento, oleandri invadenti si sporgono sulla carreggiata, mi arrivano quasi in faccia, colorati, veloci. Ogni tanto le case rosse dell'ANAS compaiono e scompaiono nell'ombra, e intorno il rumore del vento e delle cicale. Se lasci l'Aurelia, tentando di fuggire il vento e non riuscendoci mai, appaiono le stradine che vanno nell'ent...

Sogni di gloria a Montecampione

Settembre, tempo di tappe epiche e casalinghe. Nell'insolita afa mattutina la Valcamonica si presenta come un desolato e soffocante scenario post-atomico, dove il sole appare rossastro e incerto nella foschia densa. Ma quando una salita chiama bisogna rispondere, non importa che si tratti di un Passo Sella, di un Vivione o di un semplice cavalcavia nella bassa: la risposta de #ilorddellacontessa è pronta, decisa, scattante. Ed eccoci così ai piedi di Montecampione: salita epica dall'aria decadente e retró. L'aria è immobile, imprigionata nella cappa di caldo. Chi si ricorda che tempo faceva quel giorno del '98 in cui Pantani si alzò sui pedali una, due, tre volte su un Pavel Tonkov sfiancato e presto sconfitto? Qualche Lord era presente, quel giorno, e può dire con certezza che era un giovedì, il 4 di giugno: era stato bello vederli salire, mangiarsi i tornanti come se non esistesse la fatica. Io ricordo solo le immagini della TV, sbiadite perché anc...

Dolomiti-bike, day #1

Verso il Pordoi Lago di Misurina a Ferragosto. Come sarebbe bello fermarsi e continuare a pedalare ma a bordo di un pedalò, in mezzo al lago, con una birra in mano, dimentichi di tutto. Invece no.  #ilorddellacontessa non amano le cose facili. Accettano senza scomporsi gli sguardi di circostanza di chi ha optato per la classica passeggiatina del dopo pranzo e proseguono per la loro strada; una strada che è sempre, perennemente, in salita. È tempo di Passo Giau, Passo Tre Croci, Tre Cime di Lavaredo (una cosa divertente che non farò mai più).
 Ovunque sono le tracce della guerra, la Gran Vera, la guerra più insensata nelle montagne più belle del mondo. 
Un altro genere di battaglia, a cui nessuno è obbligato e che ognuno sceglie da sè, attende invece chi decide di affrontare questa assurda salita.
 Gimondi, Merckx, Fuente, Nibali.
 Sono solo alcuni di quelli che in questo altipiano meraviglioso e desertico hanno fatto il vuoto e scollinato per primi.
 Ma la storia non r...

September

Settembre, tempo di andare.  Dove sono, le strade delle Dolomiti tanto amate e odiate nei giorni d'agosto?  Lontane, forse perdute, come tutti i giorni che vissuti fuggono. Ma la felicità resta: è la stessa di oggi. Una strana calma nell'insolito caldo di fine estate, di fronte al lago, al sole. Forse è l'ultimo: molte cose, chissà, potrebbero essere le ultime. L'ultimo caldo, l'ultimo giro della stagione, le ultime pedalate ad una temperatura accettabile, con tutti i Lord riuniti, l'ultima birretta della stagione ciclistica. Per qualcuno, magari, è l'ultimo giro in bici prima che davvero tutto cambi nella vita. Ma ora no: siamo in attesa di tante cose, ognuno lo sa. Eppure di tutto quel che può o deve accadere in futuro, non c'è traccia in questa tranquilla domenica di settembre: tutto scorre lento, nell'ultimo tepore prima dell'autunno. Le strade conosciute sembrano stanche di vederci, buche e tombini ci hanno fatti tornare a casa una ...

take a walk on the wild side

In una domenica dal meteo incerto, alle prime luci dell’alba, #ilorddellacontessa lasciano le oscure valli e se ne vanno in città. Molte cose si possono imparare da un semplice giro in bici, anche in un posto non troppo bello; si tratta solo di avere nuovi occhi. La Val Seriana passa in fretta: Bergamo ha strade ampie e prive di traffico, a Lallio il rettilineo disseminato di capannoni e fabbriche è grigiastro, incolore; semafori compaiono e scompaiono, rosso - giallo - verde scattano nel silenzio, a Dalmine le rotonde sono grandi, troppo grandi. La strada è larga e tutta per noi, almeno per un po', e nell'assenza di auto e camion e rumori molesti si sentono nuovi profumi, forse l'odore stesso di questo pezzo di pianura, che nessuno sente mai e che ora si presenta chiaro dinanzi a noi, nella chiara e addormentata tranquillità della domenica mattina. Niente a che vedere col profumo dei prati in fiore delle Dolomiti in una discesa dal passo Gardena...ma ogni cosa ...