Start time 6 AM. Adamello Ski Raid 2017, prima e dopo. Nel mezzo, poco meno di sette ore di fatica: molto vento, neve sbattuta in faccia, canalini ghiacciati, ramponi che grattano sul granito, corde gelate a cui attaccarsi con le mani che diventano fredde sotto i guanti. Ma poi, passata la metà gara, alzando lo sguardo dalla traccia perfettamente diritta, ecco il Pian di Neve immenso e bianchissimo aprirsi in uno squarcio di sole, mentre l’Adamello appare e scompare immerso nella bufera. Bello, bellissimo: e per un tempo indefinito le pelli scorrono talmente bene sulla pendenza comoda che lo sci non mi sembra più un’invenzione umana ma un naturale prolungamento delle gambe e dei piedi, l’unico modo possibile e logico per muoversi in questo strano luogo, candido e vastissimo. Poi il cielo si richiude. Bufera e nebbia. Passo degli Italiani, scale, corde che si perdono nel bianco, equilibrio instabile, poi si rimettono gli sci e giù nel nulla seguendo le paline. Altro squa...
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